…ACCOPPIATI E "ACCOPPATI"...

Essere in coppia rappresenta sempre una conquista. Sin dalle prime infatuazioni adolescenziali, noi cerchiamo di percorrere un lungo percorso emotivo che ci porta a scegliere il partner con cui trascorrere insieme il resto della nostra esistenza. Le coppie che si formano possono essere classificate secondo diverse caratteristiche. Ci sono quelle che si possono definire: “coppie fuse” dove i partner sono fusi e con-fusi. Si rifuggono i litigi e le novità sono percepite come minacce. L’intimità esiste solo a livello immaginario non nella realtà. Ci sono anche quelle che possiamo definire “coppie competitive” dove il rapporto è superficiale, non c’è spazio per le singole individualità, ed il confronto/conoscenza passa solo per lo scontro. Viste dal di fuori queste coppie sembrano essere assorbite solo dai litigi e su chi deve avere la meglio sull’altro. Poi ci sono coppie che io definirei “fare squadra” dove i rispettivi partner sono percepiti come estensione narcisistica dell’altro. Solitamente sono coppie senza figli. Dal di fuori sembrano essere una coppia, ma nella realtà non si sono mai autorizzati intimamente ad esserlo. Le “coppie integrate”, invece, sono quelle in cui un membro, inconsciamente, prende la delega di assumere un dato ruolo assegnatogli dall’altro: uno è portatore di un disagio e l’altro lo assiste, uno è socialmente “accettabile” e l’altro invece bisognoso di una “guida” (basti pensare al delinquente con la brava ragazza figlia di buona famiglia). C’è anche la coppia “de Coubertin” dove per i partner l’importante è partecipare. E’ la tipica coppia dove non c’è intimità. Il matrimonio non è un’occasione per crescere con e grazie all’altro, ma un dettame culturale. In questa coppia non c’è un reale coinvolgimento emotivo e affettivo. Il sesso è solo una performance e non uno scambio intimo e profondo. Spesso queste coppie entrano in crisi quando decidono di avere figli.

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