Essere amati, amare ed essere genitori

La maggior parte degli studiosi concordano nel ritenere che essere genitori significa mettere nel rapporto con i propri figli : amore, razionalità e buon senso.

Teniamo comunque conto come genitori invariabilmente tenderemo a ripetere i modelli educativi interiorizzati, sia positivi che negativi, che abbiamo ereditato dai nostri genitori. Potremmo essere consapevoli di modelli che noi riteniamo adeguati e decidere di metterli in pratica, invece per quanto riguarda i modelli inadeguati, che noi comunque abbiamo vissuto e a volte subìto, potremmo inconsapevolmente tirarli fuori e “agirli “sui nostri figli senza rendercene conto.

A volte vogliamo e pretendiamo di essere dei genitori “perfetti”, ma tanto più vogliamo questo, tanto più andremo incontro a frustrazioni e delusioni. Spesso genitori che sono molto critici verso se stessi sono anche critici e non riescono sempre ad accettare i limiti dei propri figli.

 L’incapacità di amare in modo autentico i nostri figli è direttamente proporzionale alla nostra incapacità di amarci come genitori.

L’incapacità di amarci è legata al nostro ideale di perfezione. Così come impariamo a ridere a scherzare a giocare, impariamo anche ad amarci. Spesso però, senza che ce ne accorgiamo, nutriamo odio verso di noi perché non siamo perfetti. Vorremmo essere: in gamba, competenti, intelligenti e se non ci consideriamo tali, questo ci porta a non amarci. Noi odiamo noi stessi perché fondamentalmente noi non ci accettiamo. I motivi per cui non ci accettiamo possono essere i più disparati.

L’odio che proviamo verso noi stessi lo possiamo manifestare in forma attiva, ovvero siamo noi che odiamo noi stessi e odiamo o abbiamo odiato le figure genitoriali.

Poi c’è un odio che si esprime in forma passiva che è l’odio che abbiamo ricevuto dalle figure genitoriali che non ci hanno amato abbastanza o che ci hanno fatto violenza fisica e/o psicologica.

Dobbiamo risolvere l’odio che c’è dentro di noi sia quello in forma passiva che quello in forma attiva. 

Se io non posso entrare in comunicazione diretta con l’odio che c’è dentro di me, se non sono consapevole di ciò, questo odio lo scarico sul corpo stando male, oppure mi punisco, creandomi ad esempio una malattia psicosomatica. In altri casi il mio odio può agire indirettamente facendo sì che io vada a mettermi con le mie mani in una serie di guai: incidenti, comportamenti finanziari rischiosi, “dipendenze” di ogni genere, malattie e così via. In questo modo subisco indirettamente le conseguenze del mio odio passivo e attivo. Questo è l’odio rimosso, ovvero è l’odio che agisce dentro di noi senza che noi ce ne rendiamo conto perché è inconscio e represso ed è sotto tutti questi aspetti molto distruttivo. Il Sé, la cui sede è il nostro corpo ci invia dei messaggi perché noi possiamo prendere dei provvedimenti, possiamo intraprendere una strada diversa.

Tanto più saremo riusciti a perdonare i genitori tanto più riusciremo a stabilire un rapporto autentico con il nostro partner e con i nostri figli. Vedremo i nostri figli come sono nella realtà con i loro pregi, con i loro difetti, con il loro bisogno di essere accolti, amati e capiti. Se invece abbiamo dei “conti aperti” con le nostre figure genitoriali questo immancabilmente andrà a “danneggiare” i nostri figli.

Il perdono, che non equivale a dimenticare significa scegliere di non odiare, e permette di capitalizzare energie “ritrovate” per creare e per realizzare i nostri desideri.

Spesso però la ferita che ci portiamo dentro da tanto, troppo tempo spesso non vuole saperne né di amare, né di perdonare, e sembra che soltanto con la vendetta essa possa appagarsi.

Affidandosi alla nostra saggezza interiore, il nostro Sé e dialogando con esso è possibile perdonare. Il perdono delle figure genitoriali ci permetterà veramente di scioglierci dal legame con “ciò che non abbiamo ricevuto”, per perdonarci e amarci per “ciò che non ci siamo concessi”.

 Oltre al Sé, da cui possiamo ricevere l’amore e l’accoglienza verso noi stessi affinchè noi possiamo risolvere il problema dell’odio è auspicabile che andiamo ad incontrare qualcuno che ci possa amare, questo ci aiuterà a perdonarci: ciò che non abbiamo avuto, lo possiamo chiedere agli altri, alla vita. Lo possiamo creare, lo possiamo cercare e conquistare. Abbiamo la possibilità o meglio l’opportunità di crearci una nostra vita, un nostro progetto, possiamo darci amore. 

rapporto madre figlia
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