DARE ED AVERE NELLA COPPIA

Una peculiarità del maschile è il dare, la generosità, il fare per l’altro. E’ evidente da un punto di vista sessuale come il maschile sia quello che dà, anzi che si dà ed il femminile quello che prende e che accoglie.

Dare consiste nell’offrire nella libertà qualcosa di noi all’altro, il quale liberamente sceglie se accogliere o no.

Dare è un dono, non è un prestito, né un ricatto, né un’imposizione, né un raggiro. Ma non è neanche un sostituirsi all’altro, semmai è supportare, sorreggere l’altro.

Il dare patologico, non sano, non vero, coincide con il sentirsi svuotato, sfruttato, utilizzato e non riconosciuto. Ed ottiene come risposta, al posto della gratitudine, il rifiuto, il negarsi, il fuggire, il raccontare bugie per sottrarsi. Tutto ciò perché il ricevere quando è imposto, quando non è richiesto, ci fa sentire perseguitati, oppressi, invasi, non liberi.

Un Maschile però, che non realizza la propria essenza è tirchio, avaro, stitico.

Per dare e donarsi all’altro è indispensabile avere la capacità empatica di cogliere i reali bisogni dell’altro, ed essere nello stesso tempo onesto e consapevole delle proprie risorse e della capacità di soddisfare i bisogni del partner. Questo è tanto più facile da realizzare, se si prendono le distanze dall’onnipotenza di credere di poter far tutto e se evitiamo di ingannare noi stessi, smettendo di credere che i nostri desideri corrispondano a quelli altrui.

La gratitudine è un altro banco di prova del vero dare. E’ essenziale nella relazione a due. Non si può donare in modo sano ed autentico senza consentire la libertà all’altro di accettare o meno il nostro dono e successivamente senza restituirgli la possibilità di esprimere emotivamente la sua gratitudine.

Erroneamente pensiamo che non possiamo dare all’altro ciò che non abbiamo ricevuto. Questa è una bugia psicologica che utilizziamo come alibi e come scusa con il partner e con i figli. Ci riferiamo a quando per difenderci davanti ad una nostra palese incapacità o assenza, prendiamo come giustificazione il non aver avuto validi modelli di riferimento, il non sapere cosa e come dobbiamo fare, il fatto che non ci viene spontaneo, o piuttosto che siamo limitati dal nostro carattere, o infine che abbiamo dato più di quello che abbiamo ricevuto nel passato dalla vita.

Ebbene tutto ciò è una menzogna. Una bugia. Una scusa che utilizziamo per coprire la nostra colpa, il nostro non esserci nella relazione.

L’unica cosa che noi non possiamo dare, non possiamo donare all’altro, non è ciò che non abbiamo ricevuto nella vita, ma ciò che non sappiamo e non vogliamo far nascere dentro di noi

Il principio fondamentale del Femminile è prendere, accogliere e ricevere. Nello specifico il prendere non è un atto che si subisce in modo passivo, ma è una scelta. Pertanto un Femminile che si rifiuta di prendere e che si chiude in se stesso, non realizzando il proprio progetto esistenziale, non è completo e non è felice.

Apparentemente sembra più facile dare che prendere. Ma ad un più attento esame, ci rendiamo conto come accogliere risulta essere un gesto dalle molteplici implicazioni.

Innanzitutto prendere, spesso ci fa sentire in debito verso l’Altro e nessuno ama sentirsi “in debito”. Tutti preferiamo tendenzialmente sentirci “in credito”.

Questo ci impedisce di ri-conoscere che abbiamo un desiderio profondo ed antico: ricevere senza restituire nulla in cambio. L’unico modo per soddisfare questo desiderio ci obbliga però ad accettare di dipendere dall’Altro. Inoltre dobbiamo compiere anche un salto evolutivo maggiore: riconoscerci degni di prendere. Questo è senza dubbio l’ostacolo più difficile da superare. Troppo spesso non accettiamo i nostri limiti e per questo ci odiamo, ci sentiamo poco meritevoli delle attenzioni e dell’amore dell’Altro. Troppo spesso ci sentiamo indegni di prendere, di ricevere e nascondiamo il dolore che ne deriva, dietro l’onnipotente convinzione che non abbiamo bisogno degli altri. Usiamo perciò questa difesa per fuggire la sofferenza che avvertiamo intimamente dal sentirci indegni di ricevere, di chiedere aiuto e dal non prenderci la responsabilità di accettare i nostri bisogni.

Occorre riconoscere l’Altro e valorizzare il suo gesto generoso di donarsi a noi. Non prendiamo per caso. Prendiamo con l’assoluta convinzione di permettere all’Altro di dare.

Prendere significa tollerare la capacità di metterci in discussione, provando gratitudine verso gli altri, altrimenti il gesto di dare e di prendere corre il rischio di diventare un ossequioso “gioco delle parti” ove regna sovrano solo il meschino formalismo.

Il prendere non autentico, così come il dare non autentico, diventa un modo per manipolare la relazione. Si accusa l’altro di essere egoista e si nega a se stessi l’incapacità di valorizzare il gesto di dare svalutando l’Altro e ciò che rappresenta.

Il dare e il prendere non autentico, si generano e si alimentano vicendevolmente.

Chi si irrigidisce nel non dare, così come nel non ricevere, attacca il legame inficiando la sua vitalità e la sua potenzialità. Essere in equilibrio tra il dare e il prendere prevede nel contempo vivere un equilibrio tra Principio Maschile e quello Femminile. Questo significa che le due polarità devono essere complementari e non contrapposte, distinte e non con-fuse, collaborative e non competitive.

rapporto di coppia
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